Il Tribunale di Roma ha confermato integralmente la sanzione di oltre 79 milioni di euro inflitta dal Garante per la protezione dei dati personali a Enel Energia, per gravi carenze nel trattamento dei dati personali di numerosi utenti del settore dell’energia elettrica e del gas, realizzate ai fini di attività di telemarketing.

Con la sentenza n. 12783/2025, pubblicata il 18 settembre 2025, i giudici hanno rigettato l’opposizione presentata dalla società, respingendo il tentativo di annullare il provvedimento n. 81 adottato dall’Autorità l’8 febbraio 2024.

La sanzione è stata la più alta mai applicata dall’Autorità. Nello specifico, l’Autorità aveva accertato che i sistemi informativi destinati alla gestione dei clienti e all’attivazione dei servizi da parte della compagnia mostravano gravi carenze di sicurezza e che Enel non aveva messo in atto tutte le necessarie misure per prevenire le attività illecite dei procacciatori abusivi che – individuando agevoli “porte d’ingresso” nei sistemi informativi della compagnia – hanno alimentato per anni un business illecito realizzato mediante chiamate di disturbo, promozioni di servizi e sottoscrizione di contratti senza reali vantaggi economici per i clienti.