In caso di interruzioni di durata superiore al tempo previsto dagli standard fissati dall’ARERA, il cliente domestico e non con potenza inferiore o uguale a 6 kilowatt ha diritto a un indennizzo automatico di 30 Euro, aumentato di 15 Euro ogni 4 ore di interruzione ulteriore, fino a un tetto massimo di 300 Euro. L’indennizzo sale per le utenze in bassa e media tensione, diverse dalle domestiche, con potenza inferiore o uguale a 100 kW e superiore a 6 kW: 150 Euro per il superamento standard aumentato di 75 Euro ogni 4 ore di interruzione ulteriore e fino a un massimo di mille Euro. Per gli utenti non domestici con potenza superiore a 100 kW, l’indennizzo automatico è invece pari a 2 Euro per kilowatt per la prima soglia aumentata di 1 Euro a kW ogni 4 ore e fino a un massimo di 3mila Euro.
Se si supera la potenza di 100 kW, aumenta il tetto massimo del rimborso automatico (6mila Euro) ed è previsto un indennizzo di 1,5 Euro per kW per il superamento standard e 0,75 Euro a kW ogni 2 ore. Per gli utenti in bassa e media tensione titolari di impianti di produzione, il rimborso è di 0,15 Euro per kW per la prima soglia aumentato di 0,075 Euro per kW ogni 4 ore e fino a un massimo di 3mila Euro.
Va, in ogni caso, evidenziato che i tempi massimi di ripristino non si applicano se la fornitura viene interrotta per effetto di provvedimenti delle autorità competenti in caso di calamità naturali, con riferimento agli utenti interessati. In questi casi non verrà corrisposto alcun indennizzo, ma il distributore ha l’obbligo di conservare la documentazione che dimostra l’esclusione e deve darne conto nel cosiddetto “registro delle interruzioni”: un elenco, anche informatico, in cui ogni distributore registra le principali informazioni relative alle interruzioni del servizio.