Il Garante privacy ha irrogato una sanzione di 96mila euro a Eni per trattamento di dati in violazione dei principi di liceità, correttezza e trasparenza.
Al centro del provvedimento la pubblicazione, sul sito web della società, di un atto di citazione integrale contenente i nominativi, le date e i luoghi di nascita, i codici fiscali e gli indirizzi di residenza di dodici cittadini coinvolti in una causa contro l’azienda insieme a Greenpeace Onlus e ReCommon APS.
L’istruttoria del Garante – avviata a seguito della segnalazione dell’associazione “Greenpeace Onlus” – ha evidenziato che la pubblicazione integrale dell’atto di citazione non risultava strettamente funzionale al perseguimento delle finalità dichiarate da Eni, ossia la tutela della propria posizione con riferimento alla vicenda giudiziaria pendente per una presunta violazione dell’Accordo sul clima di Parigi e la diffusione di informazioni al pubblico su fatti inerenti al tema del cambiamento climatico. Tali finalità avrebbero potuto essere ugualmente perseguite mediante modalità alternative, ugualmente efficaci ma meno invasive, quali, in particolare, l’oscuramento dei dati personali degli interessati.
Nel determinare l’ammontare della sanzione, il Garante ha tenuto conto dell’assenza di una valida base giuridica per la pubblicazione integrale dell’atto di citazione, della durata della permanenza online, del numero dei soggetti coinvolti e della delicatezza delle loro informazioni, ma anche del grado di cooperazione della società e delle iniziative spontaneamente avviate dalla stessa a seguito della segnalazione nonché di quelle adottate per prevenire in futuro il ripetersi di situazioni analoghe.