Il settore elettrico europeo chiude il 2024 con un primato significativo sul fronte delle emissioni di CO2, che hanno toccato il minimo storico, segnando un calo del 13% rispetto al 2023. È quanto emerge dai dati diffusi da Eurelectric, l’associazione dell’industria elettrica europea, secondo cui le emissioni sono ormai del 59% inferiori a quelle del 1990.

Le fonti rinnovabili hanno raggiunto il 48% del mix di generazione, mentre i combustibili fossili sono scesi al 28%, anch’esso il livello più basso mai registrato.

Nel dettaglio delle singole tecnologie, il nucleare si conferma la fonte leader con 656 TWh prodotti, in crescita rispetto ai 625 TWh del 2023. L’eolico – con 436 TWh onshore e 61 TWh offshore – consolida il sorpasso sul gas, sceso a 401 TWh dai 436 del 2023. L’idroelettrico si attesta a 397 TWh e il fotovoltaico a 281 TWh, con una crescita complessiva delle due fonti di oltre 40 TWh rispetto all’anno precedente. Prosegue il calo del carbone, passato da 315 a 265 TWh. In lieve aumento le bioenergie (da 127 a 129 TWh), ancora lontane tuttavia dai livelli del 2021-2022, quando superavano i 168 TWh.

Sul versante della domanda, nel 2024 è stato registrato un consumo elettrico complessivo di 2.726 TWh, l’1,1% in più rispetto ai 2.696 TWh del 2023.