Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato il decreto che dà vita al “Conto Termico 3.0”, il nuovo meccanismo di incentivazione per gli interventi di piccole dimensioni dedicati all’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, destinato a sostituire la disciplina precedente risalente al 2016.
Il provvedimento aggiorna la misura secondo principi di semplificazione, efficacia e innovazione tecnologica, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione del settore civile fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima.
È stata messa a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 900 milioni di euro l’anno, suddivisa in 500 milioni destinati ai soggetti privati, di cui 150 milioni riservati alle imprese, e 400 milioni alle pubbliche amministrazioni,
Tra le principali novità rispetto alla precedente versione figura l’ampliamento della platea dei beneficiari, che ora include anche le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e gli enti del Terzo settore. Sono aggiornati inoltre i massimali di spesa, specifici e assoluti, per adeguarli ai nuovi costi di mercato.
Il decreto amplia, poi, la platea degli interventi incentivabili: oltre a isolamento termico, pompe di calore e collettori solari, già previsti in precedenza, diventano ammissibili anche gli impianti fotovoltaici dotati di sistemi di accumulo e le colonnine di ricarica per veicoli elettrici, a condizione che vengano installati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche.
Il provvedimento stabilisce inoltre una copertura media del 65% delle spese ammissibili, percentuale che sale fino al 100% per gli interventi realizzati su edifici pubblici situati in comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, su scuole pubbliche e su strutture sanitarie pubbliche, incluse quelle a carattere residenziale, di cura, assistenza o ricovero.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), responsabile dell’attuazione del meccanismo, provvederà all’aggiornamento del portale informatico per la presentazione delle richieste entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto.