Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica firmato il 16 maggio, che modifica la disciplina degli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili e le configurazioni di autoconsumo, raccoglie reazioni positive dalle associazioni di settore.

Tra le novità più apprezzate, l’allargamento della soglia demografica dei Comuni ammessi – ora compresa tra 5.000 e 50.000 abitanti – e la sostituzione del criterio della data di connessione con quello della fine lavori, che evita penalizzazioni legate a eventuali ritardi nei tempi di allaccio alla rete. Positive anche la maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio dei progetti, l’applicabilità del nuovo regime anche alle richieste già presentate, la possibilità di richiedere un anticipo fino al 30% del contributo e l’esclusione del fattore di riduzione in caso di cumulo con altri contributi, ora estesa anche alle persone fisiche.

L’estensione ai Comuni con meno di 50 mila abitanti, in particolare, è una novità che permetterà di coinvolgere in modo più capillare nel processo di transizione energetica le realtà locali di medie dimensioni.