Eccellenze italiane: una ricercatrice dell’Università di Brescia ha pubblicato sulla rivista Resources, Environment and Sustainability uno studio che propone la creazione di un centro europeo di riciclo per le batterie esauste, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di materie prime strategiche come litio e cobalto.
Secondo lo studio, la capacità europea di riciclo delle batterie è pari a circa 0,5 milioni di tonnellate all’anno, quasi cento volte inferiore a quella cinese. Oltre il 50% della cosiddetta black mass – la polvere ricca di litio e cobalto ottenuta dalla frantumazione delle batterie esauste – viene attualmente esportata in Asia, per poi essere riacquistata sotto forma di materie prime lavorate.
La proposta prevede la realizzazione di un impianto pilota modulare, capace di trattare tra 1.000 e 5.000 tonnellate di materiale l’anno, che integri tecnologie diverse in un quadro flessibile e scientificamente validato. L’obiettivo è trasformare le batterie a fine vita in una risorsa strategica interna all’Europa, riducendo la vulnerabilità delle filiere industriali legate alla transizione energetica.