Con l’inizio del nuovo anno torna a pesare sui cittadini la minaccia del caro energia, alimentata anche dalle tensioni internazionali legate al trasporto del gas nel contesto del conflitto russo-ucraino.

A febbraio 2024 il costo della materia prima era pari a 0,08 cent/kWh per l’energia elettrica e 0,29 cent/mc per il gas. A dicembre 2024, invece, il PUN – il prezzo medio all’ingrosso pagato dagli operatori per acquistare l’energia da rivendere poi ai clienti finali – è salito a 13,5 cent/kWh, mentre il PSV – il prezzo all’ingrosso del gas naturale – ha raggiunto 0,50 cent/mc.

In termini percentuali, tra febbraio e dicembre il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 38,5%, mentre quello del gas è cresciuto del 42%.

L’Istat prevede che gli incrementi riguarderanno la collettività nel suo complesso – e non solo i clienti vulnerabili, come alcune notizie recenti hanno lasciato intendere – con un impatto particolarmente importante sui beni energetici regolamentati.

È una situazione che richiede risposte rapide ed efficaci, per evitare che nuove speculazioni e abusi gravino ulteriormente sulle famiglie e sull’intero Paese.