L’Italia si posiziona al quinto posto in Europa e al terzo posto in Unione Europea per brevetti nel settore delle reti elettriche, con una quota dell’1% sul totale mondiale.

Un risultato che testimonia la presenza italiana nel panorama dell’innovazione energetica, ma che evidenzia anche un divario significativo rispetto ai Paesi leader. In Europa, la Germania detiene l’11% dei brevetti, seguita da Svizzera (5%), Francia (4%) e Regno Unito (2%).

È quanto emerge dal nuovo rapporto “Brevetti per il potenziamento delle reti elettriche” dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che analizza i dati relativi ai brevetti sull’energia a livello globale dal 2001 al 2022.

A livello globale, il dato più rilevante riguarda la crescita straordinaria della Cina, la cui quota è passata dal 7% nel 2013 al 25% nel 2022, superando per la prima volta l’Unione Europea e diventando il principale attore mondiale nel settore.

Tra il 2010 e il 2022, inoltre, le innovazioni software hanno incrementato del 50% le funzionalità smart dei brevetti nel settore e le aree di maggiore crescita sono quella degli strumenti per la previsione di domanda e offerta e quella della modalità di ricarica dei veicoli elettrici.