Nei mesi scorsi sono stati varati i decreti finalizzati al recepimento delle Direttive europee del Pacchetto Economia Circolare. Tra le numerose novità è stata inserita una definizione rivisitata di “rifiuto urbano” che comprende anche tutti i rifiuti simili per qualità, appunto, a quelli urbani. Si stima che la nuova classificazione possa comportare un aumento di produzione dei rifiuti urbani potrebbe essere del 25-30%, con un conseguente incremento dei costi di gestione dei rifiuti urbani nei territori in deficit e, viceversa, ad un calo di questi stessi costi nei territori provvisti di impianti con capacità superiori al fabbisogno. E’ stato poi varato il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti, con una cabina di regia che dovrà dettare la strategia necessaria ad affrontare le criticità del settore.

Altre novità riguardano la responsabilità estesa del produttore (che è stata allargata anche alla fase post-consumo, quindi della gestione del prodotto una volta che quest’ultimo diventa un rifiuto) e i target sul riciclaggio, mentre non sono stati introdotti provvedimenti di rilievo per l’End of Waste.